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Considerazioni sull’attuale situazione dell’inquinamento urbano e della mobilità a Nocera Inferiore

05 dicembre 2017

L’associazione FIAB Nocera è costantemente impegnata a promuovere l’uso della bicicletta come mezzo di trasporto quotidiano, adatto a tutte le età e sempre moderno per la sua efficienza, piacevolezza ed efficacia in termini ecologici.
Da tempo, ed in particolare negli ultimi mesi, ci siamo resi disponibili ad intraprendere una proficua collaborazione con l’amministrazione cittadina finalizzata allo sviluppo non solo della ciclabilità, ma in senso più ampio estendendola al concetto di “ciclopedonalità”, ormai sempre più in voga come termine che sta ad indicare un mix imprescindibile per garantire salubrità e sicurezza nel tessuto urbano, a difesa principalmente dei soggetti vulnerabili come diversamente abili, bambini e anziani. Solo organizzando un sistema complessivo ben articolato ed integrato, che contempli la rimodulazione delle tipologie di modi e mezzi di trasporto, possiamo gradualmente realizzare un modello di mobilità realmente sostenibile, a misura d’uomo, che sia garanzia di tutela per l’ambiente e quindi a tutela della nostra salute, oltre che di prevenzione al rischio crescente di incidenti stradali.
In questi giorni, come spesso avvenuto negli ultimi anni, la pubblicazione dei dati Arpac sulla qualità dell’aria nel nostro comune ha evidenziato livelli altissimi di polveri sottili benzene e biossido di azoto (quest’ultimo tipicamente prodotto dai motori diesel), che rappresentano una fonte di inquinamento pericolosissima. E’ necessario pertanto agire senza più rimandare, mettendo in campo tutte le soluzioni emergenziali e strutturali del caso, a cominciare da quelle fattibili nel breve periodo, utili anche per alleviare le congestioni stradali.
Un processo che prima di tutto deve essere di crescita culturale: è infatti inaccettabile che nei paesi nordeuropei e anche in moltissime realtà italiane del nord sia in voga, da decenni, un ampio uso del mezzo ciclabile e piste ciclabili ampiamente diffuse anche nel tessuto urbano, senza lasciarsi scoraggiare da temperature sotto lo zero, con neve per mesi, mentre qui nonostante il clima mite e temperato del sud-Italia siamo molto indietro come mentalità e impostazione urbanistica della viabilità.
Così come vanno difese le “zone a traffico limitato” e le “aree pedonali”, che oltre a tutelare i residenti, rappresentano indispensabili percorsi continui (e quindi alternativi) per spostarsi da un capo all’altro senza auto e a fini aggregativi, magari integrandoli con centri commerciali naturali. Un discorso ormai non solo relegabile alle grandi città, ma anche ai comuni di medie dimensioni come il nostro, densamente abitato e attraversato da un abnorme livello di traffico automobilistico e mezzi pesanti, con la atavica carenze sul fronte dell’offerta di mezzi pubblici che almeno ridurrebbero i disagi e l’inquinamento, ma anche una pigrizia poco salutare e illogica nello spostarsi a piedi e in bici per percorsi fino 1-2 km.
Il cittadino, le categorie varie e le associazioni ambientaliste devono, nell’interesse individuale e collettivo, imparare a fare ciascuno la propria parte, così come dall’altro lato i comuni di concerto fra loro, con gli enti sovraordinati e le autorità competenti in materia.

In tal senso riteniamo doveroso prendere posizione a favore di azioni miste, quali “domeniche ecologiche con blocco totale del traffico” su tutto il perimetro comunale e restrizioni selettive nei giorni feriali per i veicoli benzina e diesel più datati, ma anche “isole pedonali” ampie il più possibile per incentivare il passeggio e la ciclabilità, iniziando dalle zone caratterizzate da spazi esigui ed altre ad alta affluenza pedonale e/o presenza di locali di intrattenimento diffusi (quindi a distanza ravvicinata ai tubi di scarico), a cominciare dal “fine settimana in modo stabile” e non solo date legate ad eventi clou, magari lasciando libero l’accesso alle bici almeno su parte di esse. Per poi in seguito, una volta ridotto sensibilmente il traffico totale quotidiano in città, cercare di estendere questo schema del weekend anche ai giorni infrasettimanali, nel quadro più ampio di misure del nuovo piano mobilità in itinere.
Confidiamo nelle annunciate modifiche al piano traffico, per le quali siamo disponibili ad un confronto anche con tecnici e polizia locale, affinchè si agevoli il concetto di circumnavigare in modo fluido senza invadere gli spazi più urbanizzati, così da ridurre i fenomeni di “stop and go” agli incroci, che spesso causano più smog del numero di veicoli in sé in fila ordinata.

Intanto, stiamo lavorando ad una proposta specifica e fattibile per la creazione di piste/corsie ciclabili, attraversamenti ciclabili e percorsi/passaggi pedonali agevolati e più sicuri, in un concetto misto di connessione integrata con le zone a traffico limitato e zone 30km/h, così da consentire tragitti continuativi sicuri e comodi che colleghino gli assi viari ai confini con i comuni limitrofi e le zone periferiche con il centro cittadino.
Interessante in tal senso anche il progetto “Ciclostazione” previsto da RFI nell’ambito dei lavori di ristrutturazione della Stazione ferroviaria di Nocera, all’interno del quale puntiamo ad un parcheggio per bici con eventuale “bike-sharing” di bici elettriche, una “Ciclofficina” che funga anche da info-point sulla mobilità ciclabile e un collegamento alle corsie ciclabili in sede urbana: unendo i progetti potremmo riuscire anche a reperire più fondi.
Buone pratiche come il “Pedibus”, il “Bike To work” e il “Bike to school”, sono altri cardini sui quali impostare la mobilità nei giorni feriali per ridurre il traffico e l’inquinamento negli orari di ingresso ed uscita alle/dalle scuole, ma soprattutto rappresentano un elemento altamente strategico per educare i minori di oggi che saranno gli adulti di domani, per formarli alle sane abitudini civico-comportamentali con attenzione all’ambiente e alla sicurezza stradale, al piacere di muoversi liberi sicuri e comodi, coniugando quindi le esigenze di autonomia e sicurezza per i nostri ragazzi e combattendo in questo modo anche la tendenza all’obesità in tenera età. Per riuscire nell’intento saremmo lieti di confrontarci e collaborare, insieme all’organo comunale, anche con la polizia locale, i dirigenti scolastici, gli alunni e i loro genitori. Le automobili che invadono i cancelli delle scuole con traffico capillare è indice di regresso culturale ormai.
Per il resto ben venga il car-pooling agevolato da moderne applicazioni e gruppi che intendono organizzarsi per spostarsi in modo collettivo, evitando così di prendere ciascuno la propria automobile, discorso utile per i percorsi casa-lavoro.
Inoltre, come associazione siamo solidali e partecipi alle battaglie che permetterebbero di rigenerare l’offerta di trasporto pubblico locale in ambito comprensoriale sia su gomma ma soprattutto su ferro, come residua chance di ridurre in primis, e deviare quantomeno, tutto l’enorme traffico cosiddetto “in attraversamento” che grava sul nostro territorio, data la conformazione geologica e urbanistica che caratterizza il nostro suolo comunale, aspetto che non deve costituire un alibi per l’uso compulsivo e smodato dell’automobile anche di chi deve fare percorsi brevi, il proliferare ovunque indisturbato dei SUV e dei mezzi pesanti e ai furgoni per il carico-scarico merci a tutte le ore, ma al contrario occorre, a maggior ragione, impostare i trasporti su una smart mobility che renda vivibile gli spazi di relazione e la qualità dell’aria.

Quindi, una rimodulazione dei percorsi per i mezzi motorizzati sì, ma con la priorità assoluta di ridurre innanzitutto la loro presenza ormai insostenibile all’interno del tessuto urbano, incrementando la ciclopedonalità e i mezzi di trasporto collettivi su ferro e gomma, possibilmente si spera a trazione elettrica in un futuro prossimo.
Solo questi interventi garantiranno per il prossimo futuro una netta inversione di tendenza rispetto alla deriva culturale e ambientale a cui stiamo andando inesorabilmente incontro con un costo altissimo in termini di vivibilità e soprattutto di “vite umane”.

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